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Villa Contarini – Camerini è una delle più grandi ville venete. Di aspetto barocco, è situata a sfondo della piazza principale di Piazzola sul Brenta (Padova), porticata e semicircolare.

Nel 1546 Paolo e Francesco Contarini fecero costruire il corpo centrale della villa. Il nucleo centrale, che si deve probabilmente all’architetto Andrea Palladio, fu successivamente inglobato nell’ampliamento della fine del Seicento voluto da Marco Contarini, dando al complesso l’attuale aspetto barocco.

Dopo un lungo periodo di degrado, l’acquisto nel 1852 da parte della ricca famiglia imprenditoriale dei Camerini di Castel Bolognese portò alla sistemazione attuale, con ampi interventi di restauro e veri e propri rifacimenti. Alla fine dell’Ottocento venne anche creato il vasto parco all’inglese che la caratterizza a settentrione, oltre 40 ettari con peschiere, laghetti e viali alberati.

La villa si compone di numerosi ambienti, che si sviluppano dal corpo centrale. Copre una superficie di 6.000 m² per un totale di 144 ambienti.

Al piano terra si trova la Galleria delle conchiglie, con il soffitto e le pareti adornate di vere conchiglie. Le due ali parallele della villa si suddividono in varie sale comunicanti, affrescate con temi biblici, mitologici, scene di caccia, mosaici e giochi prospettici per lo svago degli ospiti. Un passaggio nell’ultima sala permetteva di raggiungere l’emiciclo dove erano situate le stanze degli ospiti. Parte delle sale furono restaurate o decorate ex novo nell’Ottocento.

Al secondo piano si trova la grande biblioteca e le sale arredate nell’Ottocento dalla famiglia Camerini, che volle dotarsi di alcune comodità come il bagno e l’ascensore.

Sul retro della villa si esce nel parco attraverso la sala del pozzo, mentre nei sotterranei si estendono le cantine.

Marco Contarini chiamò ad affrescare le sale un artista locale, Michele Primon, la cui opera si apprezza per l’esuberante e fantasioso apparato architettonico che la compone e che rispecchia la volontà di sorprendere tipica dell’epoca barocca.

Nel XIX secolo i Camerini, nuovi proprietari della villa di Piazzola, chiamarono a celebrare il prestigio della loro famiglia numerosi artisti, dando così un nuovo ed importante contributo alle decorazioni della villa stessa, ed avviando il restauro delle pitture secentesche. Tra questi, vanno ricordati Domenico Torti, artista romano che lavorò a lungo per la Santa Sede, Pietro Pajetta e Fausto Zonaro.

L’impianto scenografico della villa è completato dai due parterre di impostazione formale e da un vasto parco retrostante, di quaranta ettari, ricco di piante secolari, con un piccolo lago che ospita numerose specie animali.

L’impostazione “all’inglese” offre suggestive variazioni scenografiche, apprezzabili percorrendo gli ombrosi viali, con un laghetto, tempietti, chalet, peschiere e ghiacciaia.

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